domenica 21 ottobre 2007

Liturgia della Domenica...XXIX Domenica del T.O.

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno C

PROPRIO DELLA S. MESSA
tratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum
e traduzione italiana delle letture secondo
la traduzione proposta dalle CEI


Domenica 21 ottobre 2007 XXI Domenica dopo Pentecoste


INTRÓITUS
Esth. 13, 9 et 10-11 - In voluntáte tua,
Dómine, univérsa sunt pósita,
et non est qui póssit resístere voluntáti tuæ:
tu enim fecísti ómnia, cælum et térram,
et univérsa quæ cæli ámbitu continéntur:
Dóminus universórum tu es.
Ps. 118, 1. Beáti immaculáti in via:
qui ámbulant in lege Dómini.
Glória Patri..
Esth. 13, 9 et 10-11 - In voluntáte tua

ORÁTIO
Famíliam tuam, quaésumus,
Dómine, contínua pietáte custódi:
ut a cunctis adversitátibus,
te protegénte, sit líbera;
et in bónis áctibus tuo nómini sit devota.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium
tuum, qui tecum vívit et regnat in
unitáte Spíritus Sancti, Deus, per
ómnia saécula saeculórum.

EPISTOLA
Léctio Epístolae B. Pauli Ap. ad Ephésios 6, 10-17

Fratelli, per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.
M. - Deo grátias.

GRADUALE
Ps. 89, 1-2 - Dómine, refúgium factus
es nobis, a generatióne et progénie.
Priúsquam montes fíerent,
aut formarétur terra et orbis:
a saéculo, et usque in saéculum tu es Deus.

ALLELÚIA

Allelúia, allelúia.
Ps. 113, 1. In éxitu Israël de Ægýpto,
domus Jacob de pópulo bárbaro. Alleluja.

EVANGÉLIUM
Sequéntia S. Evangélii secundum Matthaéum, 18, 23-35
In quel tempo Gesù disse, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".
M. - Laus tibi Christe.

ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM
Job 1 - Vir erat in terra Hus, nómine Job:
símplex et rectus, ac tímens Deum:
quem Satan pétiit, ut tentáret:
et data est ei potéstas a Dómino
in facultátes, et in carnem ejus:
perdidítque ómnem substántiam
ipsíus, et fílios: carnem quóque
ejus gravi úlcere vulnerávit.

SECRÉTA
Súscipe, Dómine, propítius hóstias:
quibus et te placári voluísti,
et nobis salútem poténti pietáte restítui.
Per Dóminum nostrum
Iesum Christum, Fílium tuum, qui
tecum vívit et regnat in unitáte
Spíritus Sancti, Deus, per ómnia
saécula saeculórum.

PREFAZIO DELLA SS. TRINITÀ

COMMÚNIO

Ps. 118, 81, 84 et 86 - In salutári tuo ánima mea,
et in vérbum tuum sperávi:
quando fácies de persequéntibus me judícium?
iníqui persecúti sunt me, ádjuva me,
Dómine Deus meus.

POSTCOMMÚNIO
Immortalitátis alimóniam
consecúti, quaésumus, Dómine:
ut, quod ore percépimus,
pura mente sectémur. Per Dóminum Iesum
Christum, Fílium tuum, qui tecum
vívit et regnat in unitáte Spíritus
Sancti, Deus, per ómnia saécula
saeculórum.
M. Amen.

LETTURE: Es 17, 8-13a; Sal 120 ; 2 Tm 3, 14 - 4, 2; Lc 18, 1-8

Vangelo Lc 18, 1-8

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

1 commento:

Pietro ha detto...

Bel blog!

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